l'Europa se ne lava le mani

Como, 27 feb.
 
"L'Europa che non vogliamo colpisce ancora. Como è invasa da clandestini senza documenti respinti al confine svizzero e l'Europa se ne lava le mani". Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta così la risposta della Commissione Europea di non modificare le politiche in materia di migrazione, nonostante la concentrazione insostenibile di immigrati in città a seguito della decisione Svizzera di rimandare in Italia chiunque cerchi di attraversare il confine senza documenti. Una situazione che sta per trasformarsi in una bomba sociale. "Si tratta di una risposta scandalosa data dalla Commissione alle legittime domande poste dal segretario Salvini - commenta il deputato comasco della Lega Nord Nicola Molteni. La cosa più grave è che la Commissione, non solo non ha mai provveduto alla programmazione dei ricollocamenti, obbligandoci ad allestire gli Hot Spot, ma ora, malgrado gli evidenti problemi nella gestione dei flussi migratori, non intende cambiare minimamente rotta. Senza infatti modificare il Trattato di Dublino, tutto il peso degli sbarchi e dell'accoglienza grava sul nostro paese". La linea che congiunge Milano a Chiasso rappresenta infatti uno degli snodi ferroviari principali che collegano il nostro paese con la Svizzera e attraverso di essa col Nord Europa. E la stazione di Como ultima prima del confine, è ormai divenuta l'accampamento stabile di centinaia di immigrati con gravi gravissime in termini di rischio sanitario, sociale e di sicurezza. "In questo modo - sottolinea Alessandra Locatelli, Segretario della Lega Nord di Como - si sta inoltre cancellando completamente la vocazione turistica della città che sta cambiando fisionomia. E la  risposta della Commissione Europea certifica il disinteresse e il distacco dalla realtà dei fatti che ricadono esclusivamente sulle spalle dei cittadini". Dello stesso avviso anche il Segretario Provinciale Lega Nord Fabrizio Turba per il quale: "l'Unione Europea è corresponsabile insieme a chi governa questo paese, della disastrosa situazione in cui versano le nostre città".