Home

Manifestazione di GENOVA domenica 2 dicembre 2012

Manifestazione di GENOVA domenica 2 dicembre 2012
La Lega torna sul luogo del delitto. Magazzini del Cotone di Genova, 6 novembre 1994, i militanti lumbard mostrano pollice verso e un Umberto Bossi in piena forma dà la prima picconata, quella decisiva, al governo Berlusconi. Che cadrà infatti poco prima di Natale. Diciotto anni dopo il Carroccio ci riprova con una manifestazione nazionale. Stessa location, il Porto Antico di Genova, e quasi la stessa data, il 2 dicembre. Identico l’obiettivo: far cadere un governo, quello di Mario Monti. Certo è cambiato lo scenario: allora Bossi stava con Berlusconi “dentro” l’esecutivo, oggi ha dovuto mollare lo scettro a Maroni e la Lega è all’opposizione. È un tentativo ormai in chiave di campagna elettorale visto che il governo tecnico ha comunque i mesi contati. Sonia Viale, segretaria regionale (“federale”) della Liguria traccia il bilancio di un anno dei “tecnici” e trova i «conti economici, dal pil al tasso di disoccupazione all’aumento della tassazione tutti peggiorati». Il tasto dell’Imu, poi: «La seconda rata sarà una bastonata per le famiglie». Obiezione: questa situazione disastrosa l’avete lasciata voi che eravate al governo con Berlusconi...«Noi non abbiamo sostenuto questo governo, Pd e Pdl sì». Ri-obiezione: il Paese un anno fa era sull’orlo del fallimento...«Ma le soluzioni potevano essere diverse- replica Viale-Monti ha adottato quelle più semplici: più tasse, blocco della rivalutazione delle pensioni, l’Imu, gli esodati. E non ha inciso sulla spesa, tanto che il debito pubblico è aumentato. Un governo politico non avrebbe preso tutte queste decisioni». Il 2 dicembre a Genova parleranno il vecchio Capo (estromesso) ma che è rimasto presidente, ovviamente Maroni e i governatori Cota e Zaia. In scena andrà la rinnovata Lega del segretario e candidato governatore in Lombardia, quella che ha «superato con dolore» lo choc della vicenda Belsito e il passo indietro dei due Bossi, Renzo e Umberto: il primo è anche l’unico politico italiano che si è dimesso veramente da un posto d’oro, quello da consigliere regionale in Lombardia. Oggi il Carroccio punta alla macroregione del Nord, Liguria, più Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia e a far “fermare” sul territorio il 75% del gettito fiscaleanziché il 44% come avviene adesso. Si sa poi che l’europeismo dei lumbard esclude il Sud del Vecchio Continente e dell’Italia: «Non ce la fanno a stare al passo del Nord» è la sentenza.

Indicazione per arrivare
Treno:
Stazione P. Principe (km 1,00- 15/20 minuti a piedi)
- fermata davanti alla Stazione Marittima autobus n. 1 (discesa Caricamento)
- metropolitana direzione De Ferrari, fermata San Giorgio
Stazione Brignole (km 2,5)
- fermata Duca D'Aosta n. 12 /13 (discesa Via Turati/Caricamento).
Autostrade:
Uscita Genova Ovest All'uscita del casello immissione sulla sopraelevata e uscita al primo svincolo, proseguire superando l'ingresso pedonale del Porto Antico e quindi immettersi nel viale di accesso all'Area Porto Antico situato tra il Mercato del Pesce e la caserma della Guardia di Finanza.
Pullman:
viabilità ordinaria Porto Antico - Centro Congressi, Testata Molo Gadda
Imposta il GPS:
Via Magazzini del Cotone, 16128 Genova, Italia
latitudine, longitudine:
44.4079908, 8.9217726 N44° 24.4794', E008° 55.3064'

Roberto Maroni a Che tempo che fa (puntata del 18 novembre 2012)

Roberto Maroni a Che tempo che fa (puntata del 18 novembre 2012)A che tempo che fa, puntata del 18 novembre 2012, è ospite il segretario confederato della Lega Nord, Roberto Maroni. Il primo argomento che viene discusso riguarda quanto accaduto negli ultimi mesi sia nel Lazio che in Lombardia, con un possibile fallimento di quello che era proprio un progetto leghista, ossia di dare maggiore potere ai governi regionali e minor possibilità di essere presente allo stato con dei risultati che ovviamente sono sotto gli occhi di tutti. Maroni si dice non in sintonia con questa affermazione e sottolinea come non sia sbagliato il sistema ma la trasformazione che è avvenuta e soprattutto siano stati i partiti a fallire nel loro intento e nella loro gestione a livello locale. Per quanto poi riguarda nel caso specifico la Regione Lombardia, Maroni ritiene che al di fuori dello scandalo legato all’assessore Zambetti arrestato per aver comprato voti dalla ‘ndrangheta, si sia comunque fatto un lavoro molto buono che ha portato la Lombardia ad eccellere in tantissimi aspetti a livello nazionale. Per quanto riguarda invece il possibile riavvicinamento con il PDL in vista delle elezioni regionali, Maroni rimarca come sarebbe auspicabile un rinnovo dell’alleanza anche se lui resta il candidato del proprio partito. Tra l’altro Maroni vuole capire con quale Pdl è chiamata ad interagire la Lega, se quello che vede a capo Formigoni che ha già avanzato la candidatura dell’ex sindaco di Milano Albertini oppure quello che invece va in verso contrario. Maroni al massimo si rende disponibile a concorrere per delle Primarie come sta per succedere all’interno del PD, per scegliere quale deve essere il candidato unico della possibile coalizione.

Clicca qui per vedere il video

La LegaNord candida Maroni a Governatore della Regione Lombardia

La LegaNord candida Maroni a Governatore della Regione LombardiaLa decisione, da tempo nell'aria. Ora c'è il sigillo del Consiglio federale della Lega Nord. Il massimo organo direttivo del Carroccio ha infatti "deliberato all'unanimità di candidare Roberto Maroni alla guida delle Regione Lombardia".
Lo ha comunicato lo stesso partito al termine della riunione nella sede di via Bellerio. Incontro al quale era presente tutta la dirigenza padana a partire dallo stesso Maroni, dal presidente federale Umberto Bossi e dal segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini.
Proprio domenica a Bologna, Maroni aveva dato il proprio assenso in caso di una sua candidatura del partito e, nelle scorse settimane, aveva più volte sottolineato come per lui "federalista convinto" sarebbe "un onore guidare la propria Regione" e "non una diminutio rispetto ad un incarico a Roma". Correrà contro Gabriele Albertini e il candidato del Centrosinistra.
"Maroni ha accettato la candidatura con l'impegno di costruire, intorno alla sua figura, un'ampia coalizione con il sostegno di altre forze politiche e di una o più liste civiche che siano rappresentative del tessuto sociale ed economico della Lombardia", si legge anche nella nota del Carroccio. E, a proposito di liste civiche, non è forse un caso che  al termine della riunione del consiglio federale sia stato visto entrare  in via Bellerio anche l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è intrattenuto per circa un'ora con i vertici della Lega Nord. Non è infatti escluso che Tremonti, che sta lavorando a una lista in vista delle politiche, abbia discusso con i dirigenti del Carroccio di un eventuale sostegno alla corsa di Maroni al Pirellone.

Da un articolo su affararitaliani

Maroni: "Io resto candidato, ma il Pdl deve decidere"

Maroni: "Io resto candidato, ma il Pdl deve decidere"Il segretario della Lega Nord Roberto Maroni è tornato a parlare ieri sera in un'intervista rilasciata al Tg5 facendo il punto della situazione sulle alleanze in vista delle elezioni in Lombardia sottolineando la sua ferma volontà di essere candidato, ma ora si aspetta una decisione da parte del Pdl sull'alleanza che lega i due partiti. C'è particolare fermento in tutti gli schieramenti politici per la preparazione dei programmi in vista delle elezioni regionali che si terranno in Lombardia, anche se finora il comportamento tenuto dal centrodestra è stato piuttosto diverso da quello degli avversari e si è ancora in attesa di capire se si sceglierà di mettere in atto delle primarie in modo tale da dare ai cittadini la possibilità di scegliere quale possa essere il candidato migliore. In attesa di sapere però se verrà mantenuto l'alleanza, durata diversi anni in tutto il periodo di governo di Formigoni, tra Pdl e Lega Nord il segretario del Carroccio continua a essere fermo sulla volontà di candidarsi come già ribadito più volte proprio perchè sarebbe motivo di orgoglio svolgere un ruolo importante nel territorio in cui è cresciuto come ha sottolineato in un'intervista rilasciata al Tg5: "Le primarie in Lombardia sono state proposte dal Pdl, parteciperei se ci fossero. Ma io rimango candidato, sarò candidato. Se ci saranno le primarie vedremo o andremo avanti per nostra strada. Mi sento comunque convinto di vincere, sento l'umore che c'è".
Non tutti gli esponenti del Pdl si sono detti però finora favorevoli sulla volontà di mantenere un rapporto di collaborazione con la Lega ed è per questo che Maroni li invita a prendere al più presto una decisione soprattutto per garantire chiarezza ai cittadini: "Non ho dato ultimatum, ma se ne parla da tre mesi. Vogliamo continuare a parlarne fino a Natale? Decidiamo, per il si o il no. I rapporti tra Lega e Pdl in generale non sono però un granchè. É successo che il Pdl ha deciso di sostenere Monti e la Lega è all'opposizione. Questo ci mette su sponde opposte. Se si proseguirà su questa divisione non penso sia possibile una alleanza elettorale".

Clicca qui per vedere l'intervista al Tg5